English version coming soon!

Primo contatto.

Dopo aver perso più di due settimane dietro le varie aste online o i vari annunci su siti meno conosciuti riguardanti fotocamere Sigma della serie Merrill, sono riuscito a trovare la ricercata dp2M in UK ad un buon prezzo (300 euro) in ottime condizioni e con tantissimi accessori fra cui grip, loupe,paraluce e 4 batterie.

Appena arrivata ho potuto verificare con felicità l’eccellente qualità costruttiva e lo stile “old school” dei menù per nulla cervellotici e facili da ricordare dopo un piccolo periodo di prova.

Partirei subito nello sbrigare la pratica  difetti, seguendo la logica del precedente articolo introduttivo nel quale mi domandavo il perchè la tecnologia non ha avuto successo nel mercato.

Primo punto, è una fotocamera davvero lenta; lenta nel focheggiare, lenta nello scattare, lenta nel salvare la stessa immagine ( 10 secondi di lampeggio spia anche se nel frattempo si può continuare a lavorare).

Secondo punto, è una fotocamera che richiede l’uso dei raw per essere apprezzata; scordatevi jpeg pronti all’uso come sulle Fuji ma anche Olympus o Canon/Nikon dove se ben regolati, possono dare belle soddisfazioni senza dover per forza andare ad editare pesanti file raw.

Terzo punto, è obbligatorio l’uso del software proprietario Sigma per elaborare i raw; Sigma Photo Pro, software gratuito ma davvero lento (riesco a farlo girare abbastanza velocemente solo sul mio pc con i7 6700 hq , 16g ram ddr4, m2 sm951, gtx 1060), cervellotico nelle regolazioni e lontano dal workflow generalmente usato sia in ambito windows che in ambito mac , cioè suite Adobe che va fra Lightroom a Photoshop.

Quarto punto, a colori si lavora solo fino a iso 400 (800 in caso di emergenza); fame di luce, ergo con poca luce il canale rosso, più arretrato fra i tre layer colore del sensore inizia a fare rumore già dai 200 iso e a perdere l’accuratezza colori sopra i 400.

Quinto punto, le batterie durano davvero poco; parliamo di 30-90-120 scatti a seconda dell’uso, del fatto di fare lunghe esposizioni o di tenere lo schermo sempre acceso.

Questi sono dei limiti FONDAMENTALI insuperabili se non compatibili col nostro modo di fare fotografia e motivo principale per ridurre la fotocamera e le sue sorelle a fotocamere di nicchia.
Non ha senso andare avanti se si richiede velocità, file pronti , resa alti iso o non si vuole abbandonare il proprio workflow.
MA..

Se non sono problemi insormontabili? Se non ho problemi ad aspettare la fotocamera o se ho un approccio più meditato o non ho problemi a sviluppare un file , esportare il tiff e elaborarlo come faccio normalmente?

Allora vale la pena andare avanti e valutare davvero il pacchetto “Foveon”.

Qualità dell’immagine.

Iniziamo con l’analisi della caratteristica che dovrebbe motivare da sola , l’acquisto di una fotocamera come la Dp2M , nonostante i parecchi limiti esposti.

Avevo anticipato una deduzione logica nel precedente articolo riguardante la fame di luce che per logica, i sensori con questa tecnologia dovrebbero avere; ora è il momento di affrontarne le conseguenze.

Questa fotocamera va capita e il software che gestisce i raw va studiato, non con sufficienza, va letteralmente analizzato per poter ottenere risultati degni dell’impegno; prima di scrivere questa trattazione ho studiato e sperimentato a lungo cercando di percepire attraverso la mia esperienza diretta e in seguito anche attraverso articoli su internet e le esperienze di altri utilizzatori, segreti e semplificazioni di workflow.

Stamane ho portato con me la dp2M e la fida Sony rx100, fotocamera con sensore più piccolo, più risoluto ma con file infinitamente più facili da gestire e che fa dell’immediatezza nello scatto il suo punto forte (se diamo per scontato che entrambe sono davvero tascabili).
Ho cercato di ragionare come farebbe l’utente medio che magari compra la Sigma leggendo su internet le entusiastiche recensioni e che poi la rivende dopo poco tempo non contento dei suoi pro e affranto dai suoi innumerevoli limiti.

Ho puntato la Sigma a iso 100, wb daylight, esposizione valutativa e ho scattato per poi sviluppare il tutto con spp con parametri standard.

Possiamo notare le bruciature irrecuperabili in post del cielo, uno sharpening esasperato e una coperta corta che se espongo per tenere il cielo dentro l’istogramma, non mi permette di contenere il rumore quando aprirei le ombre.
Memore di questa analisi di dpreview: https://www.dpreview.com/reviews/sigmasd1/14 dove si evince che il range dinamico a 200 iso mi permette di recuperare tantissimo le luci se sovraespongo anche di 1 stop e 2/3, faccio un tentativo ulteriore.

Scatto a iso 200, espongo in spot sulle parti più luminose , blocco l’esposizione col comodo tasto ael, e tengo la sovraesposizione di 1 stop prima di fare click, poi al solito sviluppo come col precedente file senza toccare nulla su SPP a parte la barra esposizione che è stata abbassata di uno stop esatto e…

Si vede un file perfettamente esposto da tutte le sue parti, con molti margini di miglioramento possibili sul tiff, nessuna luce bruciata e nessuna ombra spalmata.
Questa è la differenza con i moderni sensori con Bayer, non si scatta per poi recuperare le ombre mantenendo le luci; si scatta esponendo sulle alte luci in spot, a ISO 200 sovraesposto e poi si sottoespone su SPP.

E’ una procedura che potrei definire standard di giorno a colori?  Non propio in caso di controluce spinto col sole, dove il braketing rimane sempre la soluzione principale, ma è importante implementarla nel proprio workflow!

Per riferimento, la piccola Sony rx100 fa questo con un click senza fare altro che puntare e scattare:

Nessun problema di bruciature e ampissimi margini di recupero in basso e in parte in alto, ma, se si apre l’immagine si iniziano a vedere differenze imbarazzanti a proposito di dettaglio e passaggi tonali.

Sony sopra, Sigma sotto

_dsc8714-2

_p2m9580nosha-2

Non vuole essere un confronto fra un lento gigante e una veloce utilitaria, per quello ci sarà tempo con degni concorrenti, ma serve anche a far capire che se l’immagine Sony è sufficiente ai propri standard, allora non ha senso NEANCHE VALUTARE una fotocamera Sigma.

Sharpening & SPP

In quasi tutti i samples visti in rete si nota subito la maggior incisione delle fotocamere dotate del sensore Foveon, il maggior dettaglio unito a passaggi tonali più morbidi e graduali, ma spesso is nota anche un eccessivo sharpening che quasi violenta l’immagine e risulta quasi invadente.

Questo spesso deriva dal non tenere seriamente in considerazione i vari parametri che il software Sigma Photo Pro ci mette a disposizione.
Quando apriamo una immagine con quel software andiamo subito a osservare per nostra deformazione il recupero ombre-luci e magari il famoso e fantastico cursore FILL LIGHT che spesso se utilizzato per valori superiori di 0.1 o 0,2 rovina il risultato finale regalando aloni e colori degni di un hdr medio del 2011.

Per mia esperienza posso consigliare senza ombra di dubbio di lavorare le immagini a colori ben scattate con il cursore nitidezza..sharpening fisso a -1 dato che sembra che di base SPP applichi un suo sharpening; il tutto seguito a seconda del proprio gusto da una riduzione del rumore di luminanza a -1 o anche -2 rispetto il parametro standard.

qua la stessa immagine vista sopra (scattata a 200 iso e sottoesposta successivamente in SPP) con applicato sharpening a -1 e NR a -2

Come si può notare aumenta sensibilmente il dettaglio vero riducendo quella sorta di “pesantezza” percepita dalla troppa chiarezza.

qua il confronto dei crop fra lo scatto senza e con le modifiche nello sharpening e NR negativi.

_p2m9580nosha-2
_p2m9580-2

E’ ovvia la differenza e ritengo sia superiore la resa con queste piccole modifiche.
Rimane lapalissiano il fattore “apertura” ergo che le modifiche fatte per arrivare a questo punto, permettono di avere un tiff a 16 bit perfettamente malleabile per la post opportuna che ognuno di noi vorrà dare alle immagini finali.

Con questi elementi inizia a emergere il vantaggio di questi sensori per determinati campi

Concludo qua la trattazione riservando ad altri capitoli le analisi su alti iso, bianco e nero , lunghe esposizioni , confronti con full frame e accessori come loupe o grip.

Qua altri esempi di resa:

Segue una galleria di immagini (ricampionate a 12mpx) finalizzate e acquisite in questi giorni con la Dp2M, niente da copertina, semplici foto fatte in giro per valutarne la “consistenza” anche andando a verificare gli ingrandimenti a 100%-200% (ricordo cmq che sono file da massimo 3mb).

http://imgbox.com/g/2CIPnouDjV

Ho aggiunto anche il link di download diretto di 3 samples raw:

https://www.dropbox.com/s/nz4ak2b76he6tlj/_P2M9491.X3F?dl=0

https://www.dropbox.com/s/l3p45qi8mrb5wom/_P2M9532.X3F?dl=0

https://www.dropbox.com/s/l52sodr8sdt3yp9/_P2M9545.X3F?dl=0

1 reply

Leave a Reply

Want to join the discussion?
Feel free to contribute!

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *